NB: Tutti i commenti anonimi e di dubbio gusto che verranno trovati su queste pagine, verranno immediatamente cancellati.
venerdì 23 maggio 2008
Stupenda omelia del papa sul Corpus Domini
lunedì 12 maggio 2008
Vescovi Australiani e Cammino...
Questa notizia ci fa comprendere la profonda comunione del Cammino
Neocatecumenale con tutte le istanze più profondamente missionarie della
Chiesa. In Australia i vescovi esortano a ricondurre i "lontani" alla
chiesa. I giovani del Cammino Neocatecumenale che giungeranno a Sydney da
tutto il mondo per la GMG faranno del loro pellegrinaggio una lunga
missione, che coprirà tutte le città del continente. Piazze, strade, locali
pubblici, saranno invasi da giovani pieni di gioia, ricolmi dello zelo di
Cristo, che annunceranno ovunque il Vangelo. Non occorrono parole per
commentare come Dio conduca la storia, i cuori e le menti, con un unico ed
essenziale obbiettivo: che il mondo veda Cristo vivo in persone vive,
ascolti la predicazione, creda e sia salvo. Ogni altra parola, intervista,
pettegolezzo di corridoio, sono fuori luogo, decisamente lontani dal cuore
di Dio e della Chiesa.
Don Antonello Iapicca
I Vescovi australiani: riavvicinare i non praticanti. Esortano a ricondurre alla Chiesa quanti se ne sono allontanati
SYDNEY (Australia), venerdì, 9 maggio 2008 (ZENIT.org).- La Conferenza
Episcopale Australiana spera di riportare all'interno della Chiesa i
cattolici che se ne sono allontanati. Un piano pastorale per raggiungere i
cattolici che non praticano più la loro fede, e quelli che non si sono mai
identificati con la Chiesa, è uno dei frutti dell'assemblea episcopale,
conclusasi a Sydney questo giovedì. A questo proposito verrà inviata una
lettera pastorale alle parrocchie per esortarle a divenire luoghi di
accoglienza, e verrà predisposto anche un programma di sei settimane
intitolato "Ricollègati". Esiste inoltre un programma simile indirizzato ai
giovani che possono cercare di collegarsi alla vita parrocchiale sulla scia
della Giornata Mondiale della Gioventù, prevista dal 15 al 20 luglio a
Sydney. Il piano pastorale prevede poi una campagna nazionale per invitare i
cattolici a riunirsi alla comunità ecclesiastica.
martedì 6 maggio 2008
1.300 ragazzi e ragazze pronti al sacerdozio o alla consacrazione
MANAGUA, lunedi, 5 maggio 2008 (ZENIT.org).- Mille ragazzi hanno dato la
propria disponibilita a seguire Cristo nel sacerdozio e 300 ragazze nella
vita consacrata durante il II Incontro di Giovani del Centroamerica del
Cammino Neocatecumenale, celebrato a Managua (Nicaragua).
Il 2 maggio scorso, in una spianata a fianco della Cattedrale di Managua,
circa ventimila giovani centroamericani e caraibici, che seguono un cammino
di vita cristiana nel Cammino Neocatecumenale, si sono riuniti per sostenere
un incontro vocazionale, ha reso noto Lilian Angélica Martínez.
Dopo aver proclamato una lettura del profeta Isaia e un brano del Vangelo,
l'iniziatore di questo itinerario di formazione cristiana, Kiko Argüello, ha
chiesto ai giovani se si sentono chiamati a servire Gesu Cristo come
presbiteri e li ha invitati ad alzarsi in piedi.
Di fronte all'invito, mille ragazzi si sono alzati e hanno camminato verso
il palco dove l'Arcivescovo di Managua Leopoldo Brenes, l'Arcivescovo
emerito della Diocesi, il Cardinale Miguel Obando y Bravo, e il Vescovo
della Diocesi salvadoregna di Zacatecoluca Elas Bolaos hanno imposto loro le
mani pregando perché lo Spirito Santo li aiuti nella sfida che li attende.
In seguito, Kiko Argüello ha chiesto alle ragazze di alzarsi se si sentivano
chiamate a diventare spose di Cristo come religiose contemplative o nubili
in missione. A questa chiamata hanno risposto 300 giovani, e anche loro si
sono incamminate verso il palco perché gli Arcivescovi pregassero per loro
imponendo le mani.
L'incontro vocazionale e il secondo che le Comunita Neocatecumenali del
Centroamerica organizzano di fronte alle difficolta che i giovani della
regione hanno ad assistere alla Giornata Mondiale della Gioventu, che
Benedetto XVI celebrera a Sydney (Australia) nel luglio prossimo.
Le delegazioni piu numerose presenti a Managua sono state quella del
Nicaragua con 10.000 rappresentanti e quella di El Salvador con 3.500. A
queste si sono unite centinaia di Costaricani, Honduregni e Guatemaltechi.
Tutti i giovani presenti hanno sventolato le loro bandiere e cantato salmi
fin dal loro arrivo sulla spianata accanto alla Cattedrale dedicata alla
Purissima, patrona del Nicaragua. Si sono distinte per il loro entusiasmo le
delegazioni meno numerose della Repubblica Dominicana e di Porto Rico.
I ragazzi giunti dall'estero hanno alloggiato in scuole e a casa di famiglie
di Managua, Len, Chinandega e altre citta dell'interno del Paese.
Nei villaggi e nelle citta in cui sono stati accolti hanno celebrato
l'Eucaristia e, nonostante le temperature elevate, hanno percorso grandi
distanze con immagini della Madonna, cantando salmi al ritmo di chitarre e
tamburi e sventolando le loro bandiere.
venerdì 11 aprile 2008
Morning Glory
Smanettando allegramente nel web ho trovato una cosuccia molto interessante: le morning glory.
Si tratta in pratica di spettacoli di nuvole visibili all'alba in Australia nel periodo in cui andremo noi, ma solo nel Queensland.
E quindi vorrei chiedere ai nostri savi organizzatori: possiamo inserirli in qualche modo nel tour?
Fotina: http://www.apollopony.net/images/morning_glory.jpg
e filmatino: http://it.youtube.com/watch?v=e0kkIUozMEE
Ditemi che ne pensate e se si può fare!
sabato 5 aprile 2008
L'eutanasia in Europa
Segui il link per l'articolo completo
Sono graditi commenti....
Resurrexi, et adhuc tecum sum. Alleluia!
"Resurrexi, et adhuc tecum sum. Alleluia! - Sono risorto, sono sempre con te. Alleluia!". Cari fratelli e sorelle, Gesù crocifisso e risorto ci ripete oggi quest'annuncio di gioia: è l'annuncio pasquale. Accogliamolo con intimo stupore e gratitudine!
"Resurrexi et adhuc tecum sum - Sono risorto e sono ancora e sempre con te". Queste parole, tratte da un'antica versione del Salmo 138 (v. 18b), risuonano all'inizio dell'odierna Santa Messa. In esse, al sorgere del sole di Pasqua, la Chiesa riconosce la voce stessa di Gesù che, risorgendo da morte, si rivolge al Padre colmo di felicità e d'amore ed esclama: Padre mio, eccomi! Sono risorto, sono ancora con te e lo sarò per sempre; il tuo Spirito non mi ha mai abbandonato. Possiamo così comprendere in modo nuovo anche altre espressioni del Salmo: "Se salgo in cielo, là tu sei, / se scendo negli inferi, eccoti. / ... / Nemmeno le tenebre per te sono oscure, / e la notte è chiara come il giorno; / per te le tenebre sono come luce" (Sal 138, 8.12). È vero: nella solenne veglia di Pasqua le tenebre diventano luce, la notte cede il passo al giorno che non conosce tramonto. La morte e risurrezione del Verbo di Dio incarnato è un evento di amore insuperabile, è la vittoria dell'Amore che ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e della morte. Ha cambiato il corso della storia, infondendo un indelebile e rinnovato senso e valore alla vita dell'uomo.
"Sono risorto e sono ancora e sempre con te". Queste parole ci invitano a contemplare Cristo risorto, facendone risuonare nel nostro cuore la voce. Con il suo sacrificio redentore Gesù di Nazareth ci ha resi figli adottivi di Dio, così che ora possiamo inserirci anche noi nel dialogo misterioso tra Lui e il Padre. Ritorna alla mente quanto un giorno Egli ebbe a dire ai suoi ascoltatori: "Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare" (Mt 11,27). In questa prospettiva, avvertiamo che l'affermazione rivolta oggi da Gesù risorto al Padre, - "Sono ancora e sempre con te" - riguarda come di riflesso anche noi, "figli di Dio e coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare alla sua gloria" (cfr Rm 8,17). Grazie alla morte e risurrezione di Cristo, pure noi quest'oggi risorgiamo a vita nuova, ed unendo la nostra alla sua voce proclamiamo di voler restare per sempre con Dio, Padre nostro infinitamente buono e misericordioso.
Entriamo così nella profondità del mistero pasquale. L'evento sorprendente della risurrezione di Gesù è essenzialmente un evento d'amore: amore del Padre che consegna il Figlio per la salvezza del mondo; amore del Figlio che si abbandona al volere del Padre per tutti noi; amore dello Spirito che risuscita Gesù dai morti nel suo corpo trasfigurato. Ed ancora: amore del Padre che "riabbraccia" il Figlio avvolgendolo nella sua gloria; amore del Figlio che con la forza dello Spirito ritorna al Padre rivestito della nostra umanità trasfigurata. Dall'odierna solennità, che ci fa rivivere l'esperienza assoluta e singolare della risurrezione di Gesù, ci viene dunque un appello a convertirci all'Amore; ci viene un invito a vivere rifiutando l'odio e l'egoismo e a seguire docilmente le orme dell'Agnello immolato per la nostra salvezza, a imitare il Redentore "mite e umile di cuore", che è "ristoro per le nostre anime" (cfr Mt 11,29).
Fratelli e sorelle cristiani di ogni parte del mondo, uomini e donne di animo sinceramente aperto alla verità! Che nessuno chiuda il cuore all'onnipotenza di questo amore che redime! Gesù Cristo è morto e risorto per tutti: Egli è la nostra speranza! Speranza vera per ogni essere umano. Oggi, come fece con i suoi discepoli in Galilea prima di tornare al Padre, Gesù risorto invia anche noi dappertutto come testimoni della sua speranza e ci rassicura: Io sono con voi sempre, tutti i giorni, fino alla fine del mondo (cfr Mt 28,20). Fissando lo sguardo dell'animo nelle piaghe gloriose del suo corpo trasfigurato, possiamo capire il senso e il valore della sofferenza, possiamo lenire le tante ferite che continuano ad insanguinare l'umanità anche ai nostri giorni. Nelle sue piaghe gloriose riconosciamo i segni indelebili della misericordia infinita del Dio di cui parla il profeta: Egli è colui che risana le ferite dei cuori spezzati, che difende i deboli e proclama la libertà degli schiavi, che consola tutti gli afflitti e dispensa loro olio di letizia invece dell'abito da lutto, un canto di lode invece di un cuore mesto (cfr Is 61,1.2.3). Se con umile confidenza ci accostiamo a Lui, incontriamo nel suo sguardo la risposta all'anelito più profondo del nostro cuore: conoscere Dio e stringere con Lui una relazione vitale, che colmi del suo stesso amore la nostra esistenza e le nostre relazioni interpersonali e sociali. Per questo l'umanità ha bisogno di Cristo: in Lui, nostra speranza, "noi siamo stati salvati" (cfr Rm 8,24).
Quante volte le relazioni tra persona e persona, tra gruppo e gruppo, tra popolo e popolo, invece che dall'amore, sono segnate dall'egoismo, dall'ingiustizia, dall'odio, dalla violenza! Sono le piaghe dell'umanità, aperte e doloranti in ogni angolo del pianeta, anche se spesso ignorate e talvolta volutamente nascoste; piaghe che straziano anime e corpi di innumerevoli nostri fratelli e sorelle. Esse attendono di essere lenite e guarite dalle piaghe gloriose del Signore risorto (cfr 1 Pt 2,24-25) e dalla solidarietà di quanti, sulle sue orme e in suo nome, pongono gesti d'amore, si impegnano fattivamente per la giustizia e spargono intorno a sé segni luminosi di speranza nei luoghi insanguinati dai conflitti e dovunque la dignità della persona umana continua ad essere vilipesa e conculcata. L'auspicio è che proprio là si moltiplichino le testimonianze di mitezza e di perdono!
Cari fratelli e sorelle, lasciamoci illuminare dalla luce sfolgorante di questo Giorno solenne; apriamoci con sincera fiducia a Cristo risorto, perché la forza rinnovatrice del Mistero pasquale si manifesti in ciascuno di noi, nelle nostre famiglie, nelle nostre città e nelle nostre Nazioni. Si manifesti in ogni parte del mondo. Come non pensare in questo momento, in particolare, ad alcune regioni africane, quali il Darfur e la Somalia, al martoriato Medioriente, e specialmente alla Terrasanta, all'Iraq, al Libano, e infine al Tibet, regioni per le quali incoraggio la ricerca di soluzioni che salvaguardino il bene e la pace! Invochiamo la pienezza dei doni pasquali, per intercessione di Maria che, dopo aver condiviso le sofferenze della passione e crocifissione del suo Figlio innocente, ha sperimentato anche la gioia inesprimibile della sua risurrezione. Associata alla gloria di Cristo, sia Lei a proteggerci e a guidarci sulla via della fraterna solidarietà e della pace. Sono questi i miei auguri pasquali, che rivolgo a voi qui presenti e agli uomini e alle donne di ogni nazione e continente a noi uniti attraverso la radio e la televisione. Buona Pasqua!
giovedì 3 aprile 2008
Sito aggiornato
http://www.anticastirpe.it/Pellegrinaggio/
complimenti al medievale per l'ulteriore lavoro svolto!